Popillia Japonica a Milano e provincia

In questi giorni sono in aumento le segnalazioni di Popillia japonica su Milano e provincia.

CHI E’

Si tratta di un infestante originario del Giappone, per la prima volta segnalato in Lombardia nel 2014. Essendo un insetto fortemente invasivo e dannoso è stato inserito dalla normativa fitosanitaria tra le specie da quarantena.

COME RICONOSCERLA

Gli adulti di P. japonica sono facilmente riconoscibili per il colore verde metallico e i riflessi bronzi delle elitre. In particolare la presenza di 12 ciuffi di peli bianchi, 5 ai lati dell’addome e 2 nella parte terminale, permette di distinguerli da altre specie autoctone come Phyllopertha horticola.


Popillia japonica


Phyllopertha orticola

I DANNI

Le larve infestano i prati e si nutrono delle radici, provocando disseccamenti nei terreni erbosi, campi da calcio e golf. Gli adulti, presenti tra giugno e inizio settembre, si nutrono invece di foglie e fiori fino a scheletrizzarli completamente. Numerose sono le specie vegetali intaccate in particolare rose e rovi, vite, alberi da frutto, mais.

COME AGIRE

La pagina dedicata di Regione Lombardia suggerisce in caso di avvistamento di verificare che si tratti effettivamente di P. japonica, di osservare la pianta colonizzata e di fare una segnalazione all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. nel caso in qui l’area infestata non sia già stata segnalata.

METODI DI LOTTA

Tre sono i metodi di lotta attualmente a disposizione per contrastare l’infestazione di P. japonica.

In primis, considerata l’invasività di questa specie, è stato intrapreso dalle Regioni un programma di controllo sugli adulti tramite installazione di trappole a cattura massale, attivate con specifici attrattivi, e/o trappole provviste di una rete intrisa di insetticida.

È stata inoltre sperimentata con successo negli Stati Uniti la lotta biologica tramite impiego di parassitoidi, come la vespa Tiphia vernalis, un micro-imenottero di origine asiatica in grado di parassitizzare le larve di P. japonica. Un altro antagonista naturale testato è il Bacillus thuringiensis, un batterio in grado di attaccare P. japonica sempre allo stadio larvale.

La lotta chimica con impiego di insetticidi di sintesi, come i piretroidi, è risultata più efficace rispetto alla lotta biologica, sebbene tale metodo non possa essere considerato pienamente risolutivo.

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